20/03/2009
Commenti sul corriere della sera alle "strane" esternazioni del presidente Napolitano sul precariato
Alcuni commenti tratti dal sito del Corriere della Sera On line sull'esternazione del presidente Napolitano sulla legge 30 e le sue tragiche conseguenze sulla vita di milioni di giovani precari e non , non è campione statistico ma l'esaltazione del liberismo economico e sociale ha fatto solo disastri a sinistra:
Allibito dalle parole di Napolitano. Uno dei motivi del calo dei consumi
19.03|19:30
nunzio61
è proprio dovuto al calo dei compensi, al lavoro sottopagato interinale, al lavoro a progetto. Lo stipendio dei lavoratori, secondo la teoria macroeconomica è reddito che spinge la domanda aggregata. In microeconomia è invece un costo. Gli altri motivi della crisi è la crescita indisturbata dei prezzi di prima necessità: casa, alimentari, energia, mutui, assicurazioni a scapito degli altri consumi.
Hai ragione Diegoalberto
19.03|19:23
Lettore_4110
Ho letto il tuo commento e sono dìaccordo con te... non sono parole di un ex comunista: "NON ARROCCARSI ALLE CONQUISTE DEL PASSATO" forse Napolitano si è dimenticato che anche i lavoratori devono avere una loro dignità, bisogna lavorare per avere una vita dignitosa e non, come hanno fatto diventare adesso il lavoro, vivere per lavorare. ++++dignità, ++++salari, ++++libertà.
Quante parole inutili.
19.03|18:57
nadir1944
Abbiamo fatto studiare i nostri figli, convinti di assicurare loro un futuro migliore del nostro. Molti Diplomati altri Laureati, tutti con ottimi voti ma poi... se non hanno cognomi "noti" il loro futuro è precarietà assoluta. Non vi crediamo più.
Ricordando Biagi?
19.03|18:57
0mnibus
Personalmente non conosco quanto ha fatto Biagi, ma sono preoccupato invece di come vengono trattati i lavoratori che non hanno più la sicurezza del domani come c'era una volta quando si dice che si stava peggio. Ma queste riforme sul mercato del lavoro cosa hanno portato? Sicurezza no; ricchezza no; professionalità neppure, tanto è vero che molti imprenditori del Nord chiediono più immigrati e quindi lavoratori senza professionalità. E allora? Cosa bisogna augurarsi? Forse tornare agli anni 70 e 80 con politici più responsabili e preparati.
Napolitano e il lavoro
19.03|18:49
bentler
Il Presidente viene da una classe politica che dal 68 in poi ha fatto avere diplomi e lauree facili per tutti, posti statali garantiti, lotta ai padroni in nome di un proletariato che faceva riferimento ai veri proletari (quelli dell'Unione Sovietica) che impediva che nelle fabbriche si facessero ore straordinarie , non si poteva spostare un operaio o impiegato da un reparto all'altro, si gambizzavano tutti quelli che rappresentavano l'ordine e lo Stato, la polizia e i carabinieri venivano additati come servi del potere, tutt'ora Ichino è sotto scorta per questa ideologia, gli insegnanti nelle scuole sono diventati dei pupazzi in mano agli studenti, case e alloggi popolari gratis per tutti i compagni mentre gli altri si indebitano, ecc. ecc. tutto questo grazie alla sinistra. E adesso cosa va cianciando? Stiamo raccogliendo i frutti di una ideologia che poteva reggere in tempi di vacche grasse (leggi indebitamento folle delo stato) ma che adesso ha presentato il conto. Sarebbe bene che il Presidente della Repubblica rimanesse in carica al massimo 2 anni,fare danni per 7 anni è un po' troppo.E si preoccupi meno dei baronati universitari, cosa vogliamo, che tutti quelli che escono dall'università diventino ricercatori a vita? E solo un modo per avere un posto sicuro. Le grandi scoperte sono state fatte da uomini d'ingegno, non da finanziamenti a pioggia nelle università.
Mandiamo i nostri curriculum alla Presidenza della Repubblica...tanto c'è la flessibilità!
19.03|18:49
guyfawkes1970
Alla Presidenza della Repubblica,pur essendo una Pubblica Amministrazione,continuano ad assumere "ad personam". Tuttavia, il fatto che non vi sia l'obbligo di concorso pubblico per lavorare alla Corte della Presidenza della Repubblica (fondata sul lavoro) autorizza e legittima ogni cittadino a mandare il proprio curriculum direttamente al Presidente della Repubblica. Ci sono mansioni per tutti i gradi e generi: cuoco, stalliere, centralinista, giardiniere, fotografo, segretaria. Di tutto di più! Allora perchè, noi precari,non ci organizziamo e cominciamo a inondare di curriculum vitae il Quirinale? A qualcuno di noi, tra migliaia, dovranno pure chiamarlo per un colloquio o per un'assunzione. Visto che c'è l'esigenza di questo "sforzo comune" di cui ha parlato oggi Napolitano, sicuramente si sforzeranno per assumere qualcuno, o no?
Presidente..... ma conosce la realtà lavorativa dei giovani?
19.03|18:27
diegoalberto
Signor presidente, In italia i giovani generalmente guadagnano pochissimo e hanno contratti precari da ormai 15 anni. Esiste infatti presidente, apprendistato fino a 30 anni, lavoro in affito, a chiamata, ripartito, a progetto (finto lavoro dipendente), occasionale, autonomo, somministrato ed infine in nero. Non si tratta di arroccarsi su posizioni anacronistiche ma di vedere rispettata La dignità economica e morale dei lavoratori. Oggi purtroppo tutelata nemmeno dai sindacati. Sappiamo già che non avremo mai una pensione tra quelle che versiamo di contributi e NON. Adesso capisco perchè la sinistra in italia, che in lei ha avuto un importante esponente, probabilmente scomparirà ineluttabilmente. Se penso a giuseppe di vittorio e lo confronto con luxuria, bertinotti chic, rizzo o fassino mi sganascio dalle risate.... Presidente, visto come la vedete a sx penso che L'unica alternativa a queste belle riforme delle politiche del lavoro che cita sia fare la valigia in qualche altro paese + civile......(se l'economia si riprenderà). Del resto chi ha possibilità lo fa già e viene nel Belpaese a fare i bagni e a vedere i monumenti.......
Quale mercato?
19.03|17:58
antenor
Scelte coraggiose, sì servono scelte coraggiose ma soprattutto servono leggi condivise che regolamentino mercato del lavoro e tutele dei lavoratori a prescindere degli interessi particolari dei poteri forti, confindustria e sindacati. Oggi le grandi imprese possono godere della cassa integrazione, portare la produzione al massimo della capacità produttiva per poi mettere tutti in cassa integrazione sei mesi dopo, ma che ne è delle migliaia di lavoratori che vengono espulsi dalle imprese con meno di 15 dipendenti? Questi possono chiedere l’indennità di disoccupazione ma se trovano un lavoretto devono lavorare in nero perché se lo fanno per più di cinque giorni perdono l’indennità. Sostegno del reddito significa questo: io classe lavoratrice pago una quota significativa della mia busta paga per sostenere un certo reddito per alcuni mesi a lavoratori meno fortunati che perdono il lavoro. E che ne è degli atipici. Gli atipici e loro similari dovevano portare flessibilità nel mercato del lavoro, abbiamo ottenuto il mercato più rigido del mondo, chi ha un lavoro a tempo indeterminato non “può cambiare”, chi è precario “aspetta che il vento soffi un po’ più forte” per rimanere a casa. La legge Biagi, Biagi auspicava tutele per tutti i lavoratori, ha portato solo precarietà e contenziosi davanti i giudici del lavoro. L’arroccamento dei sindacati a difendere stipendi identici su tutto il territorio nazionale e tutele solo per alcuni lavoratori ha portato questa dissoluzione nel mercato del lavoro
Per il suo coraggio merita collaborazione.
19.03|17:48
Lettore_735199
La riforma del lavoro, dovrebbe rivolgersi al gruppo sociale o, familiare. E’ iniquo che alcuni non abbiano tempo per la famiglia, per sé, le piccole o grandi cose, mentre altri vorrebbero un’occupazione e non possono accedervi. Almeno nei lavori più semplici, il gruppo dovrebbe garantire la presenza, indifferente di quale membro. Porterebbe alla riduzione dell’assenteismo. Per i lavori d’uffico, la ricerca, occorre una regolamentazione internazionale Internet, per renderlo più sicuro possibile dalla pirateria. A questo punto, una grossa percentuale del lavoro, potrebbe essere svolta a casa, abbassando consumi di combustibile per i trasporti, morti sulle strade, e diminuendo l’inquinamento, qunidi il riscaldamento globale. Il tempo libero costruttivo potrebbe diventare, interazione sociale o terziario avanzato. Lavoro e tempo libero, come spinta per crescita culturale, indispensabile per la produzione, nei paesi a economie avanzate. Sarebbero contemporaneamente da togliere tutti i pseudo aiuti e finanziamenti per rivedere la distrubuzione del reddito. Credo che i colleghi forumisti, abbiano già un’idea di quali privilegi si vadano a intaccare, con relative resistenze motivo per cui ritengo di sostenere Napolitano, nella sua proposta.
ORAMAI NON VI RESTA CHE PRENDERVELA CON UOMINI SANI
19.03|17:48
fabioast
Io penso che un uomo cha abbia avuto l'onesta intellettuale di denunciare tutto cio'che gli architetti della macchina degli apparati dello Stato hanno inteso come logica di imporre le loro assurderie , demagogie e falsità senza tener conto che di fronte ad una fase ciclica congiunturale sfavervole tutto soccombe inevitabilmente,questo uomo che ha saputo far questo deve essere salvaguardato come patrimonio della comunità italiana.
Per riformare il lavoro bisogna rendere saggio il Principe, e non lo è, e compatta l'opposizione!
19.03|17:48
Lettore_10451
Caro Presidente, Machiavelli diceva che il Principe deve essere temuto ed amato. Non solo temuto, perché il solo timore porta alla frustrazione che porta all'odio che porta al sabotaggio, la violenza ed il terrorismo dei nostri giorni. Il terrorismo è una malattia sociale causata dalla frustrazione. La frustrazione è causata dal Principe che mostra solo la sua forza. Il comportamento complessivo di un Principe forte, Berlusconi, e di una opposizione confusa e lacerata attaccata alla poltrona come il tartaro al dente, genera frustrazione che genera odio che genera violenza. Per rompere questa spirale bisogna rendere saggio il Principe, e non lo è, e compatta l'opposizione. dettoieri@gmail.com
Finalmente, si comincia a vedere la realtà, non il sol dell'avvenire...
19.03|17:48
Lettore_5195
Fusse che fusse la volta bona!!! Se anche Napolitano fa certe affermazioni, c'è da crederci... E' finita l'epoca dei sogni, prendiamo in mano la realtà, per come essa è sempre stata, ma non lo si è voluto far credere!!!
La teoria e la pratica
19.03|17:34
Fab1963
E' un po' come la polemica sulle dichiarazioni del Papa sui preservativi per contrastare l'AIDS. Come il pontefice non può che riaffermare la dottrina morale della Chiesa sulla sessualità, così il Presidente della Repubblica non può che riaffermare la validità di una dottrina economica (flessibilità = maggiore occupazione)oramai assurta a dogma laico. In entrambe le situazioni però, se dalle teorie o dottrine si passa ad osservare gli effetti delle medesime sul campo, le analogie riscontrate sono impressionanti: morti da una parte e morti civili dall'altra. Finchè non si capirà che in Italia flessibilità ha significato solo umiliante precariato non si faranno progressi. Più di una generazione di giovani con le loro speranze e i loro sacrifici è stata sacrificata per questo. Senza fare demagogia nessuno dei figli dei politici ha attualmente un contratto flessibile. Tutti saldamente a tempo indeterminato, loro.
interessante commento
19.03|17:26
Luca01
un commento molto interessante da parte di un individuo che è rimasto arroccato da 50 (di più ?) anni su i suoi privilegi (è deputato dal 1953, dall'età di 28 anni). per valutare se sappia con precisione di cosa si sta parlando (sa..direi che sia improbabile che ci sia un intera generazione di 30enni a cui piace stare a casa a fare i "bamboccioni", "forse" c'è dietro una causa ben diversa dalla pigrizia o mammonaggine)sarebbe anche interessante capire se i suoi figli, o ormai i suoi nipoti, abbiano mai sperimentato questo attuale sistema di lavoro basato sulla precarietà. invito quindi il capo dello stato a riflettere profondamente per cosa combatteva nella Resistenza. io, nipote di partigiani, sono sicuro che i miei nonni (buonanima) non combattevano per la precarietà cronica che sta sempre più estremizzando per far fronte al vero problema dell'economia italiana, ossia la mancanza di tecnologia, di ricerca, di vere industrie, di vere idee, veri imprenditori.
ma s ene fa parte
19.03|17:26
Luca01
come fa ad essere duro con una classe politica se lui stesso ne fa parte? ricordiamoci che l'italia lo ha sul groppone dal 1953 (la bellezza di 56 anni!!!)
Le convenienze e le incovenienze
19.03|17:19
Gigas 02
Vi fosse stato più coraggio nel contrastare il liberismo del lasciar fare che ha ridotto l’economia di libero mercato, a quello che oggi è in parte sotto gli occhi di tutti, risulterebbe ancora più evidente il come e il perché Marco Biagi era e ancora oggi è per la tutela dei deboli. Peccato che si è figli di un mondo che arriva sempre in ritardo, che a volte fa finta di non capire, altre volte per convenienza fa finta di non vedere. Il vero scandalo di chi non sapeva che fare e lasciava fare. Perché il lasciar fare sembrava cosa conveniente.
NON HO CAPITO NIENTE, TRANNE UNA COSA
19.03|16:53
Augusto Ditarso
Caro Presidente, di quanto lei dice non ho capito quasi nulla. Sarà pure colpa mia. Quello che invece ho capito molto bene è che la condizione di lavoro e di vita precaria di milioni di nostri giovani non possono essere che il frutto delle idee di illustri studiosi come, per esempio, Biagi. Senza nulla voler togliere al valore delle loro idee, e soprattutto delle loro persone, va però ora detto che i tempi sono mutati, e che le oggettive condizioni esistenziali dei nostri figli ci impongono di dire che quei disegni erano tutt'altro che perfetti, forse errati, e che ora vanno corretti come ogni altro errore della storai, e forse abbandonati. Non si può santificare un'idea solo perché chi la ebbe fu barbaramente ucciso: un conto sono gli uomini, un conto le loro idee. Bisogna avere il coraggio di dirlo chiaro e forte: dalla legge Treu in poi, e atraverso la legge Biagi, è iniziato un declino pericoloso, incivile e senza regole che ha caratterizzato il mondo del lavoro dei nostri giovani. In Italia c'è qualcuno di così coraggioso ? Io coraggio ne avrei, ma la mia voce nasce e muore in queste poche righe.
A tutti quindi dovrebbero essere offerte le stesse opportunità ad inizio vita.
19.03|16:53
Lettore_10451
A nessuno di noi è stato chiesto se avevamo voglia di venire al mondo. I genitori o il caso o un errore hanno deciso per noi. A tutti quindi dovrebbero essere offerte le stesse opportunità ad inizio vita. E' chiaro a tutti che il mercato del lavoro va riformato. Il problema è da chi? Sicuramente non da questo governo e da questi sindacati che hanno riempito di soldi Alitalia e che non danno quattro soldi ai lavoratori precari licenziati e neppure a chi un lavoro non lo trova. I lavoratori tedeschi guadagnano il doppio di quelli italiani. I politici italiani guadagnano il doppio di quelli tedeschi. La prima riforma da fare è questa dividere per quattro lo stipendio dei politici italiani per allinearlo a quello dei tedeschi! Non accetterei nessuna riforma del lavoro fatto da questi parolai. Il barbiere del parlamento italiano guadagna come il presidente del parlamento americano. E' la testa dei politici italiani che va riformata, poi si può parlare di altro. Il presidente della repubblica ha migliaia di fannulloni costosissimi, e nessuno dice niente. Non dico di licenziarli, ma cominciamo a dare loro 2000 euro al mese. dettoieri@gmail.com
lungimiranti
19.03|16:45
Luca01
la lungimiranza di quegli individui ha portato oggi un giovane a sprecare tra i 5 e i 10 anni di vita in una laurea che gli porta 900-1200 euro al mese e non tutti i mesi.
IL LAVORO
19.03|16:38
Lettore_725853
Senza lavoro non si vive. Esso va regolamentato dandogli DIGNITA'. Quella DIGNITA' che è stata tolta dalla cosidetta legge Biagi o legge della precarietà. Se non si dà sicurezza e tutela al lavoro, e i politici sono i diretti responsabili, vivremo in uno stato ai limiti della schiavitù. Intanto VERGOGNAMOCI.
01:17
Scritto da : rsucubauchan
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